Il fine settimana appena passato vince la palma d’oro come il peggiore dell’anno in corso.
Sui fatti di Brindisi, dopo una mobilitazione incredibile contro la mafia che solo i social network di oggi riescono a pompare così forte (e concentrare tutta in poche ore), a quanto pare si tratterebbe di un “gesto isolato”. L’uomo interrogato ieri è stato rilasciato, nel frattempo però il suo nome è finito un po’ dappertutto. Inizialmente, circolavano le iniziali, poi qualcuno come Gad Lerner ha scritto nel suo blog il nome e il cognome per intero (ora però sono ritornate magicamente le iniziali: evidentemente, si è accorto di chi lo apostrava in rete). Non sappiamo ancora dietro a chi stanno andando gli inquirenti, ma l’ipotesi più accreditata ad oggi è che sia stato un pazzo. Chi risarcirà quest’uomo, se non c’entra davvero nulla?
Il voyerismo mediatico ha fatto incetta di foto, pupazzetti, cuoricini, tra il funerale della povera ragazza rimasta uccisa e l’ospedale dove sono ricoverate le altre studentesse. Sono vive, è vero, ma pare che i segni delle ustioni non se ne andranno. A 16 anni è una cosa terribile, è come fare le prove generali della morte. Pure a 30, mi sa, ma con molta più rabbia. A 50 forse cominci a ringraziare qualcuno che sei ancora in vita.
Sabato notte, alle 4.04, una scossa fortissima di terremoto ha sbriciolato castelli, campanili e capannoni tra Ferrara, Modena e Bologna. L’Emilia colpita al cuore, anche se fino ad oggi i terremoti avevano sempre schivato la Bassa. Sono morti 4 operai, durante i turni di notte. Qualcuno è morto di spavento, qualcun altro sotto le macerie. La scossa ha smosso anche Bologna. Sono rimasta sveglia, terrorizzata, fino alle 7. Su twitter e facebook, non ci si sentiva soli.
Il pensiero va subito alle Marche. “Di sicuro a casa mia è un macello”. Mi assicuro che l’epicentro non sia, al solito, il centro Italia, comincio a vedere che è a 30 km dal mio sedere. E arriva un’altra scossa. Un grande choc. Oggi è martedì, ci sono 5mila sfollati e piove di brutto. Chissà se il nuovo decreto sulla Protezione Civile avrà una qualche deroga. Altrimenti, qua, si parla di danni pesantissimi. Al patrimonio artistico, alle aziende (capannoni nuovi di pacca che vengono giù come un castello di carte: succede anche questo), alle case della gente. Nelle tende, ci sono soprattutto famiglie di stranieri e italiani anziani, cioè quelli che di solito sono soli. Chi può, è andato da qualche parente.
Nel 1997 il terremoto aveva colpito, anche lì, a pochi chilometri da casa mia. Facevo il liceo, la seconda fortissima scossa c’è stata durante la lezione di francese. La prof, Michela Lunesu, urlava: “sotto i banchi! sotto i banchi!”. Non siamo andati a scuola per una settimana, molte mie amiche che andavano a istituti nel centro di Fermo hanno dovuto cambiare edificio e accollarsi classi arrangiate qua e là per tutto l’anno. Amici di famiglia a Foligno hanno dovuto ricostruirsi ex novo le case, con mille problemi e burocrazie impossibili da parte dello stato. Quando la terra trema, sfido chiunque a non cagarsi sotto.
Ieri, infine, i risultati dei ballottaggi. A Palermo ha vinto Orlando (“Ollando”, come lo chiamano molti in rete). Su twitter l’ashtag #orlandoèilsindacodipalermo spopolano le battute su quel che si faceva 15 anni fa, quando si era teenager e si mangiava il conopalla (il conopalla!) o si andava a Mondello col 50ino. Tanto per sottolineare che il nuovo avanza. Il nuovo, invece, avanza eccome al nord. A Comacchio grillino batte Pd 70 a 30. A Budrio Pd resiste su grillino per 250 voti. A Parma, l’exploit: vince il grillino senza storie. Premetto: per me Grillo è un mistificatore, uno che vende fumo e che, inspiegabilmente, ha attirato tanta gente che magari ha veramente voglia di mettersi in gioco per il paese. Ha la Ferrari e predica sostenibilità (da leggere l’ultimo pezzo sull’Espresso). Spara bufale sulla mafia, va a Budrio a mostrare il culo ai giornalisti e a sputare su un cameran Rai, oltre che a dire sul palco, per poi smentire, che le Coop si comprano i voti. In tema ambientale, millanta studi senza alcuna attendibilità. Ma la cosa che più mi ha fatto imbestialire, negli anni, è l’assoluta battaglia che ha fatto contro i giornalisti, dal V-Day in poi. Ha screditato un’intera categoria. Ora la gente pensa che i giornali siano tutti pieni di soldi, che i giornalisti siano tutti dei ricconi e che nessuno sa fare il proprio dovere. Quindi, andiamo tutti on line e informiamoci da soli. O, meglio, diamole direttamente noi le informazioni. Forse non sa che per ogni 10 giornalisti, 8 sono precari e sfigati, 1,5 è assunto e con uno stipendio medio (ma fa orari di merda e non ha una vita sociale, sia chiaro). Quelli ricconi e privilegiati sono meno di uno, ma gran parte di loro fa, pure, una vita di merda. Almeno quello, direte.
La lezione, però, è: caro Pd, svegliati. Bersani non va bene. Non bastavano le primarie perse? Trovate una faccia nuova e credeteci. Portate proposte rivoluzionarie e, soprattutto, non mancate di approfittare dell’ennesima situazione in cui, in un mondo migliore, avreste campo libero.